Tari a Rimini, le novità per il 2018: le Chiese non la pagheranno, la prima rata il 31 maggio

Tari a Rimini, le novità per il 2018: le Chiese non la pagheranno, la prima rata il 31 maggio
Attualità Rimini 14:28 13 marzo 2018

Le modifiche al regolamento della Tari, la tassa sui rifiuti, sono state al centro della seduta congiunta della I e V Commissione consigliare riunitasi martedì mattina.


L’assessore al Bilancio del Comune di Rimini Gian Luca Brasini ha infatti illustrato le principali novità introdotte nel regolamento per la Tari 2018, che in particolare introducono nuovi incentivi e agevolazioni per le utenze non domestiche. Nel nuovo regolamento infatti viene riconosciuto un incentivo alle utenze non domestiche che oltre a conferire correttamente in raccolta differenziata, si adoperano a rendere sempre più pulito, ordinato e decoroso il contesto cittadino attraverso l’utilizzo di schermature che mitighino l’impatto visivo dei contenitori dei rifiuti, particolarmente importante nelle zone più frequentate dai cittadini e dai turisti. In particolare, proseguendo nell’esperienza già avviata lo scorso anno, è prevista una riduzione tariffaria del 15% (contro il 6% dello scorso anno) agli stabilimenti balneari che accorpandosi sviluppino una consistente superficie (superiore ai 25mila mq) e che realizzino sistemi di raccolta differenziata e di schermature ai contenitori dei rifiuti. 



Altra modifica, in linea con la legislazione statale e già adottata da altri comuni in Regione come Parma e Bologna, prevede l’estensione dell’esenzione della Tari a tutti i luoghi di culto delle confessioni religiose che hanno un’intesa con lo Stato italiano, comprese le aule adibite esclusivamente ad attività di catechismo. “Dalla commissione – spiega l’assessore Brasini - è emersa la necessità condivisa di andare a definire meglio i confini di tale esenzione. Per questo motivo si lavorerà ad un emendamento congiunto alla delibera che arriverà in consiglio comunale”.

Inoltre dal 2018, per agevolare i contribuenti, viene spostato il termine per il pagamento della prima rata (o della rata unica) della TARI dal 15 maggio al 31 maggio.

All’ordine del giorno delle Commissioni anche l’approvazione delle tariffe per il 2018. Anche per quest’anno si mantiene la stessa impostazione già approvata per il 2017, che garantisce l’eliminazione di sperequazioni tra le diverse categorie, mantenendo al contempo tutte le esenzioni, le agevolazioni e le detrazioni già introdotte. Il piano finanziario 2018 approvato da Atersir prevede un costo per  la Tari di poco più di 41 milioni di euro. Tra le voci di costo che compongono il PEF riveste una particolare importanza l’accantonamento al fondo svalutazione crediti, accantonamento obbligatorio per legge, e che per quest’anno ammonta a 2.980.000 di euro. Questo determinerà un aumento tariffario pari al 2,9%, più basso del preventivato; il contenimento dell’aumento, che si attesta all’1,8% nel triennio 2016-2018, è stato possibile grazie alla potente azione di contrasto all’elusione ed evasione del tributo.


“Un’azione fondamentale – sottolinea l’assessore Brasini – senza la quale l’aumento della tariffa sarebbe stata superiore al 10%, con un impatto più pesante per i contribuenti. L’attività di recupero dei tributi non versati, iniziata nel 2016 e potenziata nel 2017, ha consentito il recupero di oltre 6 milioni di euro tra importi insoluti ed evasi. Proprio per questa ragione, abbiamo tutta l’intenzione non solo di proseguire su questa strada, ma di potenziare questa attività anche per il 2019, con il duplice obiettivo di perseguire l’equità fiscale e di recuperare risorse indispensabili per continuare a contenere gli aumenti delle tariffe e confermare ed ampliare le agevolazioni e le esenzioni rivolte agli utenti domestici e non”. 

Nel 2017, è stato infatti di 220 mila euro il totale di agevolazioni destinate alle utenze domestiche, in particolare per i contribuenti in situazioni di disagio sociale; ammontano invece a oltre 2 milioni di euro le agevolazioni rivolte alle utenze non domestiche, che comprendono piccoli artigiani e imprenditori.


“Un’attenzione quindi al mondo produttivo – prosegue l’assessore Brasini - per alleggerire le imprese con le implicazioni positive che possono derivare sul fronte del lavoro e dell’occupazione. Anche per questo motivo siamo convinti che il contrasto vigoroso all’evasione fiscale sia determinante, sia da un punto di vista prettamente finanziario, sia soprattutto per un discorso di equità e di equilibrio. Porto un esempio, significativo per l’importanza che riveste nell’economia del territorio: il settore alberghiero fa segnare un insoluto di 2.615.000 euro, pari al 29% della categoria. Numeri che contiamo di poter tagliare nel prossimo futuro, proseguendo nell’azione di controllo – conclude l’assessore - e soprattutto confidando nella collaborazione e nel supporto delle Associazioni di categoria, con cui stiamo già virtuosamente interagendo sul fronte dell’applicazione dell’imposta di soggiorno e che sono le prime a voler perseguire un trattamento equo tra i loro associati”. 

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