Prende il numero di targa e fa arrestare il ladro, nei guai un 27enne che si professa innocente

Il giovane, incensurato avrebbe tentato di rubare nell'abitazione dei genitori di un ex carabiniere

Pattuglia dei carabinieri di Rimini Pattuglia dei carabinieri di Rimini.
Cronaca Rimini 23:20 19 gennaio 2019

Un ex Carabiniere sventò un furto nell'abitazione dei genitori, mettendo in fuga il ladro. Al termine delle indagini è finito nei guai un 27enne italiano, a processo per tentato furto aggravato. Il giovane, incensuarato e difeso dall'avvocato Andrea Muratori, si è sempre professato innocente.

I FATTI. Il 24 marzo 2015, intorno alle 19.30, un individuo si introdusse all'interno di un'abitazione, al primo piano, abitata da una coppia di anziani coniugi in via Quagliati a Rimini. Fu però sorpreso dal figlio dei padroni di casa, un ex Carabiniere: partì uno spericolato inseguimento, con il ladro e il suo inseguitore che si lanciarono dal balcone, ma il primo riuscì a dileguarsi, salendo a bordo di un'automobile. Il secondo, che non aveva visto il volto dell'uomo che si era introdotto furtivamente nell'appartamento, riuscì però a vedere parte della targa della vettura. Disse ai Carabinieri, intervenuti per il sopralluogo, che il ladro era fuggito a bordo di una Twingo bianca. Gli inquirenti risalirono così all'automobile di proprietà di una donna italiana, sposata con un cittadino albanese, che spiegò di aver prestato "una volta" l'auto al 27enne, suo nipote, per andare al centro commerciale "Le Befane". Dall'analisi delle celle telefoniche relativa al numero dell'imputato, risultava la sua presenza a circa un km dall'abitazione di via Quagliati, mezz'ora dopo il tentato furto.


IL PROCESSO. Il 27enne è finito così davanti al giudice: il suo fisico esile sarebbe compatibile con quello della persona responsabile del tentato furto. Dubbi invece sulla vettura: il modello e il colore sarebbero ben diversi dalla Twingo bianca usata dal malvivente per la fuga. In udienza, giovedì 17 gennaio, hanno preso la parola l'ex Carabiniere e il Carabiniere che ha raccolto in denuncia le dichiarazioni della persona offesa. Sul banco dei testimoni è salita anche la donna proprietaria dell'auto. Nella prossima udienza del processo, rinviato in estate, sarà invece sentito, come testimone della pubblica accusa, un altro Carabiniere protagonista dell'attività di indagine.

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