Rimini Calcio, bomber Zamparo ha la doppia cifra nel mirino: 'Dimostrerò il mio valore'

L'attaccante ex Reggio Audace è molto determinato: 'Ho tanta fame e grinta, sono un generoso'

L'attaccante Luca Zamparo (Foto tuttoreggiana.com) L'attaccante Luca Zamparo (Foto tuttoreggiana.com).
Sport Rimini 16:10 11 luglio 2019

E' Luca Zamparo il nuovo bomber del Rimini. L'annuncio ufficiale è stato dato giovedì mattina, la firma del contratto è avvenuta mercoledì in sede, ma gli spifferi provenienti da Reggio Emilia sono cominciati martedì e dopo una rapida indagine si è avuta la conferma che sì, era Zamparo l'obiettivo del club biancorosso. Sull'attaccante granata il ds del Rimini Sandro Cangini si è tuffato subito dopo l'avvenuto incarico. E dopo un mese intenso l'ha spuntata.

“Cangini mi ha cercato un mese fa circa, ma lì per lì ero titubante perché non sapevo cosa avrebbe fatto la Reggiana, il club in cui mi sono trovato benissimo e con cui ho vissuto una stagione esaltante sotto il profilo di squadra (finale playoff persa col Modena, dr) e personale (26 reti tra campionato, Coppa Italia e playoff). Quando pareva che il club granata rimanesse in D mi sono guardato attorno. E' spuntato il Parma, la serie A, mi ha dato fiducia e lì la mia strada è stata tracciata. Solo quando si è materializzata l'ipotesi ripescaggio il nuovo ds della Reggiana Doriano Tosi si è rifatto sotto, ma ormai era tardi. Da Parma ma sarei potuto andare a Reggio Emilia vista la forte rivalità tra le due piazze, il club ducale ha preferito cedermi al Rimini che del resto si è fortemente interessato a me da subito”.

Ora la serie C, il Rimini...

“Sono molto contento, il livello tecnico si alza, molte squadre non schierano under, ma sono certo di fare bene. Ho l'obiettivo di andare in doppia cifra. Ho fatto la C a Cuneo due anni fa, a 22 anni: ebbene, ho segnato sei gol tra coppa e campionato pur non partendo da titolare, in una squadra che si doveva salvare. Cambia la musica giocare per vincere o per salvarti: nel primo caso hai più il pallino del gioco in mano, più occasioni, è più facile segnare. A 20 anni, alla Feralpi, una big, ho giocato una sola partita da titolare e ho segnato una doppietta”.

Perché a Reggio Emilia la chiamavano l'Arciere?

“Per il mio modo di esultare: dopo il gol con le braccia mimavo l'arciere al momento di scoccare la freccia”.

Le sue caratteristiche tecniche?

“Sono alto 1,90, mancino non sono un uomo d'area vero e proprio, mi piace muovermi su tutto il fronte d'attacco. La palla me la vado a cercare, non l'aspetto. Non sono un egoista, cerco il dialogo coi compagni. Ho fame, grinta, faccio la guerra su ogni palla. I tifosi impareranno a conoscermi. Sono un giocatore che non si risparmia, corro per tutti i 90 minuti. Al contrario di quanto farebbe pensare la mia altezza, non sono un grande colpitore di testa. I rigori? Sì, li tiro, a Reggio sono stati sette. Sono curioso di giocare al fianco di Candido, un giocatore importante, esperto della categoria”.

Allo stadio Neri c'è il sintetico...

“No problem, al Borgosesia, in serie d, giocavo sl sintetico: ho segnato 18 reti”.

La sua ambizione?

“Contribuire al miglior risultato possibile, se la squadra va i singoli si esaltano e io vorrei confermare le mie doti di fromboliere. L'anno scorso il Rimini da matricola ha faticato, sono convinto che con l'esperienza le cose siano un po' meno difficili fermo restando che il girone sarà durissimo, una vera e propria serie B2, e che punteremo alla salvezza”.
ste.fe.

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