Moscone segato in due, atti vandalici e minacce. Salvataggi nel mirino: "Ora basta"

Uno dei bagnini della spiaggia libera di Rimini si sfoga: "Impossibile lavorare in queste condizioni"

Marco Barbiani mostra il moscone danneggiato Marco Barbiani mostra il moscone danneggiato.
Cronaca Rimini 18:32 11 settembre 2019
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Insistenti raid vandalici nella spiaggia libera di piazzale Boscovich a Rimini, l'ultimo avvenuto nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 settembre. E' esasperato e amareggiato il bagnino di salvataggio Marco Barbiani, che in mattinata si è ritrovato il moscone di salvataggio "segato" in due. L'ennesimo episodio di vandalismo che l'associazione dei marinai di salvataggio della Provincia di Rimini vuole segnalare all'opinione pubblica: "E' impossibile lavorare in queste condizioni, oggi la spiaggia libera era piena di gente e se ci fosse stato bisogno, sarei dovuto intervenire come fanno i bagnini di Baywatch, senza il moscone". Un grido di dolore, al termine di una stagione estiva travagliata, costellata da continui "incidenti". Si parte da escrementi e urina lasciati da qualche maleducato, fino agli atti di vandalismo veri e propri. Il moscone rotto, le sedie distrutte, ma non solo: nel corso dell'estate, i vandali, letteralmente scatenati, hanno sfondato le porte dei bagni pubblici e danneggiato i sanitari, si sono accaniti sulla segnaletica e addirittura, in un'occasione, hanno abbattuto il palo di ferro della bandiera. Episodi che preoccupano l'associazione, che ha ottenuto in appalto, dal Comune di Rimini, la gestione del salvataggio. Il referente dall'associazione, Stefano Simoni, si fa portavoce della preoccupazione degli operatori, per atti di vandalismo che non riguardano solamente la spiaggia libera di piazzale Boscovich, presa particolarmente di mira, ma anche le altre spiagge libere. "C'è molto scoramento, non è possibile arrivare alla mattina e trovarsi le attrezzature danneggiate, cosa che compromette lo svolgimento di un servizio pubblico su area pubblica comunale", evidenzia Simoni. C'è il sospetto, tra gli operatori, che non siano atti di vandalismo fini a se stessi, compiuti da ubriachi o incivili, ma addirittura "atti minatori". Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda la sicurezza degli operatori. Non c'è infatti solo il problema dei raid vandalici, ma anche quello della sicurezza in generale, del degrado da contrastare. Gli scippi, lo spaccio, le molestie alle giovani turiste, le minacce ai bagnini: tanti, troppi casi segnalati dall'associazione dei marinai di salvataggio della Provincia di Rimini. "Un mese fa sulla battigia c'erano un ragazzo e una ragazza italiana, lei ubriaca e stesa, lui le versava in bocca della birra. Ho detto loro di smettere, ma a quel punto lei si è alzata e ha dato in escandescenze", racconta Marco Barbiani. La ragazza lo ha minacciato pesantemente: "Ti brucio nella torretta".  Il portavoce dall'associazione dei marinai di salvataggio, Stefano Simoni, fa appello alle autorità, chiedendo che la spiaggia libera sia presidiata: "Serve un presidio regolare, chiediamo di arginare e sanare questa situazione, per permettere agli operatori di poter operare in piena sicurezza. Le attuali condizioni sono insostenibili".

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